Le professioni più richieste nel 2021 - Etjca

Le professioni più richieste nel 2021

24 Gen Le professioni più richieste nel 2021

Pubblicato alle 08:45 in Aziende, Candidati da Etjca

Il 2020 è stato un anno sui generis, sia dal punto di vista occupazionale che quotidiano.

Prima della pandemia, eravamo abituati a recarci fisicamente in un negozio o goderci un pranzo nel nostro ristorante preferito senza ricorrere al servizio delivery, a frequentare un corso di formazione in aula e non via webinar.

Per necessità, ci siamo adattati a nuove tendenze e modalità di consumo, grazie al supporto del mondo digitale. Fermandoci a riflettere, non abbiamo assistito ad una mancata erogazione di servizi citati sopra, grazie allo sviluppo di piattaforme tecnologiche all’avanguardia.

In ambito occupazionale, lo scorso anno ha portato una vera e propria rivoluzione, stravolgendo e rinnovando il mondo del lavoro molto prima di quanto ci saremmo aspettati.

Secondo uno studio entro il 2021 il 61% delle professioni sarà ridisegnato: l’avvento di intelligenza artificialeroboticadigitalizzazione porterà alla nascita di nuovi profili professionali.

Nel corso dell’articolo alcune delle professioni che risulteranno più richieste nel corso del nuovo anno, secondo un’indagine condotta dal gruppo Deloitte che ha coinvolto 250 Chief Marketing Officier italiani.

Il mondo del lavoro: riepilogo dello scenario del 2020

Come hanno reagito le PMI italiane all’avvento della pandemia?Come le persone hanno modificato le loro abitudini? Come si traduce questo aspetto in termini di occupazione?

Per rispondere alle domande, è opportuno sapere che abbiamo assistito a:

  • Un forte cambiamento negli investimenti in digitalizzazione. Molte aziende italiane, alla fine del 2019, erano restie nell’accelerare gli investimenti a supporto della digital trasformation, specie rispetto alla media Europea. Con lo scopo di salvaguardare il proprio business, questa tendenza si è invertita nel 2020, con incremento sempre più rapido e consistente in ottica promozionale;
  • Un’accelerazione del passaggio dai media offline a quelli online, grazie allo sviluppo di siti web, pagine social e piattaforme e-commerce;
  • Un’innovazione tecnologica in prodotti e servizi;
  • Una comunicazione Human Centric, in cui gli individui e i valori di famiglia, amicizia e educazione sono stati posti al centro.

Le richieste professionali

Nel contesto occupazionale, i principali cambiamenti avvenuti nel 2020 si sono evoluti nella ricerca di nuovi professionisti ed esperti da parte delle PMI italiane nel 2021:

  • Developer: tra tutti merita il primo posto, in parallelo alla crescita digitale. Chi è il developer? Per riassumerlo in poche righe, è lo sviluppatore di applicazioni, siti web e piattaforme di vendita online. Probabilmente ora che il digitale ha acquisito un ruolo strategico essenziale, manterrà il primato ancora a lungo;
  • Specialisti nella comunicazione digitale: Il mondo dei social network ha acquistato sempre più potere nel corso della pandemia. Gli strategist definiscono il canale scelto per comunicare importante tanto quanto il messaggio. Molte attività sono riuscite a superare le difficoltà del periodo solo grazie alle innumerevoli possibilità offerte dal web e dai social network. In un’era così multimediale e tecnologica le risorse umane continuano a svolgere una funzione preponderante, tale da richiedere, in modo categorico, la presenza di esperti tra cui: content e social media manager, data analyst, web marketing specialist, SEO specialist e digital PR.  
  • Operatori nel settore agroalimentare che, secondo il rapporto stilato dall’Anpal e Unioncamere, saranno richiesti con particolare riguardo alla qualità e controllo;
  • Cyber Security Specialist: il collaboratore che si occupa di vulnerability assessment, information e network security, naturale conseguenza della crescita del lavoro agile, delle piattaforme cloud e della archiviazione digitale di processi e documenti. Abbiamo anticipato che la pandemia ha cambiato molti aspetti del modo di lavorare. Tra tutti, ha incentivato lo smart working: dopo aver testato il lavoro agile in modo forzato, infatti, solo il 6% delle imprese dichiara di voler tornare alle condizioni preesistenti secondo una ricerca condotta dall’Ansa. Uno dei motivi per cui, un professionista della sicurezza informatica, sarà sempre più richiesto.

Le soft skills richieste ai candidati

Una certezza si è mantenuta stabile anche dopo la pandemia: l’importanza che i collaboratori abbiano sia conoscenze tecniche, sia soft skills ben consolidate.

Le soft skills sono le capacità individuali e personali del singolo individuo. Tra quelle maggiormente richieste dalle Aziende, si presentano:

  • Approccio empatico;
  • Capacità di ascolto nel team di lavoro anche da remoto;
  • Creatività;
  • Spirito analitico.

Le soft skill sono in sostanza responsabili, da una parte e dall’altra, della qualità del lavoro. Specie con il lavoro da remoto, dobbiamo definire quali sono i capisaldi su cui basare un nuovo modo di intendere la routine lavorativa, tra cui:

  • Autonomia gestionale, degli orari e delle modalità lavorative;
  • Responsabilizzazione sui risultati;
  • Ottima comunicazione visiva e verbale;
  • Mindset flessibile, aperto alle novità;
  • Propensione all’innovazione tecnologica e all’apprendimento continuo;
  • Motivazione al lavoro e al raggiungimento degli obiettivi;
  • Adattabilità.

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